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OSSIGENO OZONO – PATOLOGIE VASCOLARI

Le indicazioni, nelle malattie vascolari dell’ossigeno-ozono terapia sono molteplici ed importanti, con grande aiuto nelle guarigioni e nei miglioramenti di tutti i distretti vascolari (linfatico, venoso ed arterioso).

Le indicazioni sono note: Arteriopatia obliterante degli arti inferiori, Vasculopatia diabetica comprese le complicanze micro angiopatiche (con effetto diretto sui vasi periferici), Cardiopatia ischemica, Involuzione senile, M. di Parkinson (adiuvante), M. di Alzheimer (adiuvante), Maculopatia degenerativa, Disfunzione erettile, Insufficienza venosa degli arti inferiori, Ulcere vascolari o diabetiche degli arti inferiori. Proprio l’indicazione sulle ulcere e sulle piaghe da decubito è la indicazione maggiore e più diretta.

L’ulcera è un epifenomeno di varie patologie (diabete, lesioni ateromasiche, traumi, decubito, insufficienza venosa cronica) con insufficiente apporto ematico periferico.

L’ulcera è una lesione esposta e, in quanto tale, inevitabilmente infetta. Il binomio infezione-ipossia non permette la restitutio ad intergrum con facilità.

La pressione di ossigeno a livello delle lesioni è di 5-10 mmHg, incompatibile con la vita cellulare, con la neo formazione vascolare e con la proliferazione leucocicaria (fagocitosi) non permette la ricostruzione fisiologica degli strati cutanei e favorisce lo sviluppo dell’infezione.

A questo punto intervengono i leucociti che, però, proliferano a tensioni locali di ossigeno superiori ai 30-40 mmHg. Si conclude che la tensione di ossigeno è la “conditio sine qua non” al biochimismo cellulare e quindi alle normali funzioni tessutali. La cicatrizzazione è possibile in quanto il collageno, che è una proteina di tipo connettivale, può sintetizzarsi a partire dai fibroblasti. Il Dr Selvaggio già nel lontano 2005 (Congresso della Società Italiana di Angiologia-Pompei), illustrò che l’ossigeno è fondamentale nel processo di idrossilazione che consente la formazione di un collageno stabile, atto a cicatrizzare e che, se l’O2 è indispensabile nei processi vitali, l’ulcera è tale in quanto non arriva ossigeno. A quel punto risulta chiaro che l’Ossigeno-Ozono-Terapia si può e si deve inserire nei protocolli terapeutici delle ulcere vasculopatiche. Infatti, l’ozono:- possiede effetto anti-inpilamento sugli etitrociti e piastrine- provoca riduzione della viscosità ematica (aumenta la deformabilità eritrocitaria)- abbassa la VES- provoca diminuzione della viscosità plasmatica (per diminuzione del fibrinogeno)- consente cessione di ossigeno ai tessuti in maggior quantità- ha una forte attività antibatterica e antimicotica. La terapia, sistemica e locale, si integra con quelle farmacologiche, fisioterapiche e nei cambiamenti delle abitudini di vita.

L’Ossigeno-Ozono-Terapia agisce, con pari efficacia, nelle ulcere da arteriopatie ostruttive croniche periferiche (AOCP) sia per gli effetti emoreologici, che facilitano il flusso sanguigno e l’ossigenazione dei tessuti a valle delle ostruzioni, sia per l’azione stimolante i fibroglasti e la gemmazione vascolare, che favorisce la cicatrizzazione dell’ulcera.

Le vie di somministrazione, nella terapia delle ulcere, dell’ozono medicale avviene attraverso le seguenti vie:

Locale: usata principalmente nelle ulcere cutanee e consiste nello isolare la parte da trattare con un sacchetto sterile, in cui viene fatto fluire l’Ozono. Endovenosa: che consiste nel prelievo di pochi cc di sangue dal Paziente (100-200 cc) che viene poi re-infuso mediante gocciolamento, prendendo il nome di autoemoinfusione maggiore (GAET).

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