Close

Not a member yet? Register now and get started.

lock and key

Sign in to your account.

Account Login

Forgot your password?

I luoghi della Croce del Tau

I luoghi della Croce del Tau
 

I luoghi della Croce del Tau

Quello che segue è uno studio, apparso in due parti ed abbastanza incompleto, scritto per il sito web: neifatti.it

Da secoli studiosi, curiosi e appassionati di ogni estrazione culturale si sono cimentati nella ricerca e nell’interpretazione di tracce simboliche presenti nei numerosi monumenti Italiani. Abbiamo provato a ricavarne, partendo dal significato dei simboli, una sintetica guida virtuale di una Italia misconosciuta.

Tau é l’unica lettera (la T) presente in tutti gli antichi alfabeti e linguaggi, dall’antico ebraico all’antico greco, oltre che nell’aramaico, nel latino, ed in generale in tutte le lingue semitiche ed indoeuropee. E’ ritenuta dagli esoteristi, contemporaneamente, una lettera magica e mistica. Il segno del Tau (taw in ebraico) ha un’origine antichissima, risalente alla Bibbia: lo si ritrova nel libro della Genesi (4, 15), nell’Esodo (12, 7), in Giobbe (31, 35) ma soprattutto in Ezechiele (9, 3-4), quando dice:

«Il Signore disse: Passa in mezzo alla città, in mezzo a Gerusalemme e segna un Tau sulla fronte degli uomini che sospirano e piangono…»

 

Da questo riconoscimento simbolico, colui che è segnato con il “sigillo” del Tau sulla fronte diviene popolo scelto da Dio fino alla fine della vita. Grande è la sua simbologia, in quanto rappresenta il compimento della Creazione, il Principio che conclude la Sintesi. Infatti, nell’alfabeto ebraico il Taw (o Tau) è l’ultima lettera e rappresenta il compimento dell’intera opera rivelata di Dio. Questo segno veniva anche trascritto come X+ o T e nella trascrizione greca il segno venne associato alla lettera Tau, che poi divenne a sua volta “T” nell’alfabeto latino.

 

 

Il Taw ebraico

Il Taw ebraico

 

Simbolo dell’Alfa e dell’Omega (il principio e la fine) venne adottata dal profeta Ezechiele, da S. Antonio l’eremita, da San Francesco d’Assisi (quale invito alla conversione), paradossalmente dai Catari e dal loro feroce sterminatore Innocenzo III, che, presente san Francesco, nel sermone di apertura del Concilio Laterano IV, riformulò la stessa esortazione del profeta Ezechiele nell’Antico Testamento:

Siamo chiamati a riformare le nostre vite, a stare alla presenza di Dio come popolo giusto. Dio ci riconoscerà dal segno Tau impresso sulle nostre fronti“,

e da alcuni ordini monastico-cavallereschi quali i Cavalieri del Tau, il cui nome deriva proprio dalla Croce usata a stemma dell’ordine, dagli Antoniani dagli gnostici, dai Templari, dal movimento ereticale degli Spirituali, e da numerose organizzazioni eretico-esoteriche.

http://www.luoghimisteriosi.it/campania/avellino/goleto/tau.jpg
Stemma dei Cavalieri del Tau

Quel che è certo è che i Cavalieri dai Bianchi Mantelli ossia i Templari, specie nel primo periodo del loro sviluppo, la usavano cucita sul mantello per poi farla diventare Croce patente (quella dai più nota come Croce Templare) al momento del passaggio al grado di Cavaliere. In questo caso chiaro è il duplice richiamo alla Croce ed all’iniziale di Templare o Templum. Non a caso nei luoghi in cui è stata accertata la presenza Templare, questo simbolo si trova inciso e/o raffigurato su emblemi e stemmi presenti all’ingresso di palazzi e Chiese.

Durante il Medioevo, la comunità religiosa di Sant’Antonio Eremita era molto impegnata nell’assistenza ai lebbrosi. Nell’iconografia classica il Santo è sempre riconoscibile dalla grossa Tau cucita sul saio all’altezza del petto. I suoi seguaci usavano la croce di Cristo, rappresentata come il Tau greco, quale amuleto per difendersi dalle piaghe e da altre malattie della pelle. Nei primi anni della sua conversione, San Francesco avrebbe lavorato con questi religiosi nella zona di Assisi. Francesco parlò spesso dell’incontro con Cristo, nascosto sotto l’aspetto di un lebbroso, come del punto di svolta della sua conversione. È quindi fuor di dubbio che Francesco, in seguito, avrebbe adottato e adattato il Tau quale distintivo o firma, combinando l’antico significato della fedeltà per tutta la vita con il comandamento di servire gli ultimi, i lebbrosi del suo tempo. Una Tau degli Antoniani, come ben visibile nell’immagine sottostante, la troviamo presso il Convento Antoniano di Valmontone (RM).

Tau Antoniano

 

Tommaso da Celano ci tramanda un altro uso del Tau da parte di San Francesco: egli lo tracciava sui muri, sulle porte, e sugli stipiti delle celle, e questa affermazione è confermata dall’archeologia: ad es., al tempo del restauro della cappella di Santa Maddalena (detta anche della Madonna) a Fonte Colombo (RI) fu rinvenuto nel vano di una finestra, dal lato del Vangelo, un Tau, dipinto in rosso, ricoperto poi con una tinta del secolo XV. Nelle immagini disegni risalenti allo stesso san Francesco.

Tau di San Francesco FONTECOLOMBO - Foto Calloni

Immagine correlata

Altra presenza di questo simbolo si rinviene all’ingresso dell’Abbazia del Goleto adagiata lungo la piana di Sant’Angelo dei Lombardi in provincia di Avellino.

C:\Documents and Settings\Utente\Impostazioni locali\Temporary Internet Files\Content.Word\goleto-11.jpg

Questo monastero del Goleto venne fondato da San Guglielmo da Vercelli nel 1133 pochi anni dopo la fondazione del ben più noto monastero di Montevergine, avvenuta nel 1114. Lo stesso monastero, come avviene per altri luoghi esoterici, contiene numerosi altri simbolismi.

Ancora, presenza del simbolo che nell’antica scrittura sinaitica ha il significato originale di marchio di giudizio, lo troviamo nei pressi della Chiesa di Santa Maria in Carbonara vicino Viterbo, dove si trova scolpito su di uno stemma posto all’esterno di un’antica mansione, oggi trasformata in ristorante.

http://www.luoghimisteriosi.it/campania/avellino/goleto/tau2.jpg

Per le strade di Lucca, poi, percorrendo da Santa Maria Forisportam fino a Piazza Bernardini si giunge in Vicolo dell’Altopascio, dove si apre un piccolo spiazzo. Qui, anticamente, come ricorda il toponimo stesso, aveva sede la dimora lucchese dei Cavalieri del Tau, che nella vicina Altopascio si erano costituiti. Il loro emblema, il Tau, è presente in questo luogo in ben tre punti diversi: uno nei pressi dell’ingresso di un’abitazione privata al civico n° 2, un altro più avanti sul muro di destra e l’ultimo, infine, su una lastra marmorea appesa sul muro dell’archivolto.

Una Tau in Vicolo dell'Altopascio Stemma dei Cavalieri del Tau

Risultati immagini per croce tau monumenti italia

Ancora a Ventimiglia si costituì l’Accademia dei Ventemegliusi che tra i vari simboli avevano, nell’ospedale da loro gestito, questo emblema:

Risultati immagini per simbolo  tau goleto

A Pistoia, capitale italiana della cultura per il 2017, da non perdere la visita ad uno dei suoi monumenti forse meno conosciuti: la trecentesca chiesa di Sant’Antonio Abate (detta del Tau). Il santo è solitamente raffigurato come un vecchio dalla lunga barba bianca, caratterizzato dal bastone a forma di T e dalla presenza di un maialino ai suoi piedi. Eletto a emblema dell’ordine del Tau per l’utilità che aveva il grasso di maiale nella cura di varie malattie (per le quali i confratelli erano noti), da lui deriva il cosìddetto fuoco di sant’Antonio. Gli allevamenti di porcellini, dei quali i frati si occupavano, rafforzarono nel tempo il legame tra l’immagine del santo e gli animali domestici, tanto da innalzarlo a protettore degli animali in generale e a patrono di tutte le attività rurali.Il convento con l’annessa chiesa di Sant’Antonio Abate o del Tau, venne fondato alla metà del Trecento per volontà di Fra Giovanni Guidotti, nel territorio parrocchiale di San Giovanni Fuorcivitas a Pistoia. L’intero complesso conventuale ha subito nel corso dei secoli notevoli trasformazioni. A seguito della soppressione dell’ordine, avvenuta nel 1774, l’edificio venne venduto a privati cittadini che frazionarono lo spazio ricavandone appartamenti. Questa condizione perdurò fino agli anni ’80 del 900, quando il convento venne restaurato, restituendo al complesso il suo originario assetto spaziale.

La precettoria di Sant’Antonio di Ranverso è situata a Buttigliera Alta, in provincia di Torino, all’ingresso della Valle di Susa. Il nome del monastero combina la dedica a sant’Antonio abate e il toponimo di Rivus Inversus, che altro non è che un canale situato a nord delle colline moreniche all’ingresso della Valle. Qui è presente la splendida Tau che riportiamo.

http://www.ordinemauriziano.it/sites/default/files/styles/news_ritaglio/public/immagine%20tau.jpg?itok=zDl-UxY7

Altra traccia del Tau la troviamo all’interno dell’interessante Cattedrale di Santa Maria Assunta a Sermoneta (LT). Questa abbazia venne costruita nel VIII secolo da monaci greci, ma finì poi sotto la custodia dei Templari nel XIII secolo. In seguito passò sotto i Cistercensi. La leggenda di questo luogo sacro la lega molto strettamente ai Templari, si dice infatti che nel 1314, nel momento in cui l’ultimo Gran Maestro Templare, Jaques de Molay, fu bruciato sul rogo, accusato di eresia e blasfemia dal Papa, le travi di questa chiesa di spezzarono da sole. Ciò è accaduto nell’architrave centrale, in corrispondenza dello splendido rosone della chiesa, una rosa con al centro una croce. Questo fenomeno è stato documentato con uno scritto antico e all’interno è ancora possibile osservarne la frattura. Oltre al Tau, vari simbolismi Templari sono presenti, il più interessante dei quali è la forma geometrica del pentagono che anticamente richiamava una sorta di protezione alchemica (il mago disegna un pentagono a terra per proteggersi da eventuali spiriti evocati), forse il simbolo di una difesa templare da forze oscure che in quel periodo stavano nascendo ed anelavano a sopprimere l’ordine.

Ad Altopascio (Lucca), sorse un importante Spedale gestito dai Cavalieri del Tau, ordine religioso cavalleresco, forse fondato proprio per la gestione del nosocomio,  che da Altopascio successivamente si diffuse in tutta Europa. Il nome deriva dal lungo mantello nero che i frati indossavano, sul quale era la croce taumata.  Nel caso dei frati di Altopascio, oltre alla simbologia religiosa, costituiva anche un riferimento agli strumenti di lavoro da loro usati, come martello e punteruolo, o alla stampella che implicava il sostegno offerto ai pellegrini, simboli poi ripresi dai Massoni. I cavalieri del Tau sono probabilmente il più antico ordine religioso cavalleresco d’Europa. Quella che segue è l’immagine del tau (stilizzata in modo Templare) presente alla base della torre campanaria.

Tau dei Cavalieri di Altopascio

 

 

Continuando questo nostro virtuale viaggio alla ricerca del Tau troviamo la Chiesa di Santa Maria del Borgo, detta dei Templari, a Castignano (AP) in stile gotico, che mostra, nella struttura attuale risalente al sec. XIV, due magnifici “portali” sulla facciata che costeggia via Margherita, caratterizzati da cornici in cotto con decorazioni geometriche. Il portale di sinistra, che funge da ingresso, è sormontato da una formella col T (TAU). Gli affreschi all’interno, testimoniano, comunque, l’esistenza di una chiesa più antica, che la tradizione vuole fondata dai Templari prima dell’arrivo dei monaci Benedettini, i quali ampliarono e modificarono la chiesa. Un chiaro indizio di ciò che è l’annesso ospedale, funzionante fino al XVIII secolo; elemento sempre presente nelle chiese di questo ordine guerriero.

Risultati immagini per croce tau sui monumenti italia

 

 

Chiudiamo questa breve rassegna dei luoghi simbolici minori, in cui è presente il Tau,  con alcune curiosità storiche. Ad influenzare questi ordini religiosi nell’adozione del Tau non furono, probabilmente, soltanto i passi biblici. Nel periodo medievale, infatti, questo simbolo permeava profondamente anche la vita di tutti i giorni. Infatti, persino le rappresentazioni geografiche del Mondo erano riconducibili a questo segno. Quella che segue è l’illustrazione in cui il Mondo viene rappresentato suddiviso nei tre continenti allora conosciuti: l’Asia, che veniva posta generalmente nella parte alta della carta, mentre l’Europa e l’Africa nella parte inferiore, rispettivamente, nella parte sinistra e in quella destra della metà inferiore. I tre continenti erano poi separati l’uno dall’altro da un mare che prendeva la forma di una “T”, ed il tutto era inscritto in una circonferenza. Questa raffigurazione, nota anche come Mappamondo a T, non pretendeva di essere una rappresentazione reale del Mondo ma piuttosto una simbolica.

 

 

Il "Mappamondo a T"

 

 

La Tau, come accennato, fa la sua comparsa come simbolo anche nei secoli successivi, soprattutto nell’ambito esoterico. Ad esempio, nella “Fama Fraternitatis“, manifesto del movimento dei Rosa-Croce, si narra del ritrovamento della tomba del padre eponimo, Christian Rosencreutz, al cui centro del sepolcro si trovava un altare rotondo ricoperto da una lastra di rame, su cui era incisa la seguente iscrizione: “Hoc Universi compendium nisus mihi sepulcrum fuit” (Mi sono riservato per sepolcro questo compendio dell’Universo). Sotto l’altare un’altra lastra in rame ricopriva il corpo, che fu ritrovato intatto, con in mano un libello di pergamena scritto con caratteri d’oro, ed intitolato proprio T.

 

In ultimo, nell’ambito della Massoneria, la forma di questa lettera richiama ben due strumenti dell’arte muratoria, il martello dello scalpellino e la squadra a doppio angolo retto. Ma come simbolo assume il suo più alto significato nell’emblema del Rito dell’Arco Reale, dove compare nella forma del Triplo Tau. Questo glifo, inscritto in un triangolo equilatero ed in un cerchio, è considerato simbolo sacro per eccellenza, che per Jung rappresenta nell’inconscio collettivo la delimitazione dell’ambito sacro e la fissazione su un centro spirituale universale. Gli esperti affermano che in origine era una Tau sovrapposta ad una H, per indicare Templum Hierosolymae (Tempio di Gerusalemme), acquisendo poi una propria autonomia simbolica.

 

 

Emblema dell'Arco Reale

 

Ti piace l’articolo? Condividilo!!

Lascia una Risposta